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LA LIBELLULA NEL BOSCO. Scuola dell’infanzia parentale

Progetto pensato e redatto da Silvia Saletti e Madian Pini

Il nome Libellula deriva dal latino “libellum”, diminutivo di liber ovvero libero. Da sempre, la libellula viene considerato un insetto magico grazie alle sue ali cangianti, alla forma esile e per la velocità con cui è in grado di volare e fuggire dai suoi predatori.

La Libellula è il simbolo della trasformazione e dei cambiamenti quotidiani, ma anche dell’introspezione che insegna ad andare oltre le apparenze per cercare la propria identità.
Nella cultura europea, la libellula viene vista come simbolo di libertà, pace e ricerca della verità.

Con la sua trasformazione da larva a libellula, l’insetto rappresenta anche il passaggio dall’età infantile a quella adulta e quindi in un certo senso il superamento delle illusioni e l’acquisizione di consapevolezza ed equilibrio.

Il contesto

● Scuola parentale: realtà educativa indipendente pensata da dei genitori che desiderano una differente realtà educativa; che porta a dare attenzione alla persona, alle risorse interne e al potenziale esistenziale.

● Asilo nel bosco: un approccio educativo che mette in relazione uomo e natura attraverso l’esperienza diretta che porta il bambino ad alimentare la propria curiosità.

I Valori

● Conoscenza e consapevolezza di sé. Attraverso la relazione che il bambino crea con la figura educativa si permette al bambino stesso di trovarsi a suo agio in diversi contesti, riconoscendo il proprio ruolo nell’ambiente
naturale e la propria individualità.

● Capacità di espressione emotiva. La figura emotiva aiuta il bambino ad affinare la propria competenza emotiva attraverso l’ascolto e l’empatia. Il bambino si sente accompagnato nella scoperta di ciò che sente.

● Capacità di fare liberamente. Attraverso il gioco libero e attività strutturate con gli elementi naturali il bambino prende consapevolezza del suo corpo e delle sue capacità.

Gli Obiettivi
● Creare una realtà educativa slegata dalle istituzioni scolastiche tradizionali, che dia attenzione al bambino e alla famiglia, che permette il dialogo libero e consapevole, in cui è possibile sperimentarsi e conoscersi, attraverso diversi approcci.
● Slegarsi dalle istituzioni scolastiche statali e private e dai soliti paradigmi educativi è necessario visto la crescita coscienziale che si sta manifestando in noi e in molti altri, che mette sempre più in risalto i limiti e gli scopi reconditi delle istituzioni tradizionali. Questo distacco è importante per poter lavorare secondo quello che riteniamo opportuno nel modo da noi preferito.
● Dare vita ad una realtà che è in grado di favorire la crescita personale di chi la vive, che non è lenta nella sua rigenerazione di fronte ai cambiamenti e che non ricerchi in maniera ossessiva la performance. Una realtà con dimensioni umane, materiali, pedagogiche e psicologiche che permettono davvero di imparare a stare con gli altri perché solo partendo dal gruppo, come elemento di base, possiamo trasformare la competizione in cooperazione, portando beneficio non solo al gruppo ma anche allo stesso individuo.
● Fornire un bagaglio coscienziale e culturale coerente che permette di interpretare e gestire l’esperienza di vita.